Entriamo in camera mia?

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Credo che una stanza sia l’estensione del nostro io , un piccolo universo personale in grado di trasmettere emozioni , pensieri , desideri e carattere di chi ne è il possessore. FRD

Mi è sempre piaciuto pensare che entrare in camera di qualcuno voglia dire entrare nel suo mondo , e saper osservare bene i minimi particolari significa imparare a conoscere la persona in questione. Adoro il design e osservare tanti stili diversi tra di loro , apprezzandone ogni sfumatura .Tempo fa decisi di rinnovare la mia camera , personalmente sono sempre stato un tipo sul classico ed elegante (parlando sempre in termini di design) e desidero mantenere questa mia natura. Prima di rinnovare la mia camera avevo optato per un bianco totale , non ne conosco davvero il motivo , ho creduto però che avessi fatto ciò per il bisogno di pulizia e di un nuovo principio interiore , ma il risultato non è stato quello sperato. Inizialmente ero entusiasta di quel bianco , era come una pagina di un quaderno tutta da scrivere ,e io avevo penne ,pennelli e pastelli per iniziare. Ma nel momento in cui stavo per sfiorare il foglio e intingerlo con l’inchiostro la mia mano si bloccava .”e sei poi sbaglio?” ,”se faccio qualche errore?” , “se rovino tutto?”, fu così che le mura della mia camera restato immacolate . Non c’erano quadri alle pareti e tantomeno foto ,cominciai a comprare soprammobili bianchi per non deturpare quell’ambiente candido ,con riluttanza riempii le mensole con i miei libri ,solo perché non avevo dove metterli ,l’idea dei colori in camera mia divenne inaccettabile , diventai meticolosamente ordinato e non sopportavo il pensiero che in uno dei miei cassetti ci fosse anche solo una penna fuori posto. Dalla tela bianca che doveva essere la mia camera ,per poi essere ben dipinta , essa divenne un ambiente sterile , vuoto ,privo di carattere ,tutto ciò che non sono mai stato.

In quel periodo cominciai a seguire un corso extra offerto dall’università , scopo di tale corso era quello di individuare quali fossero le problematiche degli studenti nel approcciarsi al contesto universitario ,per poi risolverle attraverso incontri tutorati da docenti e psicologi. Un progetto ambizioso ,che se avesse avuto successo sarebbe stato finanziato completamente dagli atenei e riproposto negli anni successivi. Il successo in questione andava poi dimostrato con il raggiungimento dei risultati da parte di tutti i consociati. Volli iscrivermi spinto dalla curiosità , ero curioso di osservare e comprendere il punto di vista di chi era sopra di me , i docenti che partecipavano agli incontri, in fatti, erano coloro con cui un giorno avrei dovuto sostenere vari esami. In uno di questi incontri ebbi modo di esporre i miei dubbi sull’efficacia di tale corso , scettico com’ero dubitavo che io , e chi ne faceva parte avrebbe potuto risolvere i propri problemi legati a quel mondo con incontri settimanali , secondo il parere che espressi i presenti si dividevano in tre gruppi . I primi erano quelli iscritti nella speranza di apprendere i segreti mistici di come superare gli esami facilmente che volli denominare ” I CERCATORI DELLE SACRE CONOSCENZE”, i secondi appartenevano alla categoria de ” I POVERI INCOMPRESI” , che invece di esaminare i temi a cui venivano sottoposti e che trattavano dell’approccio al mondo universitario , si perdevano i cose personali , del padre cattivo , della madre che era severa , di come è difficile per qualcuno che lavora studiare dcc…     [tengo a precisare che non navigo nell’oro , che io come tanti , lavoro duramente per riuscire a pagarmi la retta universitaria e che le premesse fatte da docenti e psicologi erano quelle che il corso non fungeva da sedute da psicoanalisi , e che avremmo dovuto cercare di affrontare argomenti inerenti allo scopo del corso , in più sono a favore della libertà di espressione e ammiro e stimo il lavoro degli psicologi ,ma ciò che ,secondo il mio parere, esposero gli appartenenti al gruppo de “i poveri incompresi” non era appropriato in quelle circostanze].      Il terzo gruppo ,a cui appartenevo anche io , era il gruppo de “I MISTI”, composto da chi cercava di accattivarsi un docente per l’esame che avrebbe sostenuto, di chi avente un animo contraddittorio verso le istituzioni era li a far sentire la sua voce senza nemmeno conoscere a fondo gli scopi di quell’incontro , chi era curioso a guardare gli altri , chi non aveva niente da fare e chi era un po’ di tutto quello. Fu allora che la dottoressa che seguiva il gruppo ,dopo un breve pausa mi disse :

– “nei nostri incontri mi è parso che lei sa con certezza che tutto può essere bianco o nero , dunque questi colori esistono , ma esiste il grigio?”

-Io risposi “certo che esiste…ma non per me”.

Fermi tutti ! . Lo so sembra una di quelle frasi dei film tipo “domani è un altro giorno!” , ma assicuro che le parole mi uscirono spontanee ,seguite da attimi di imbarazzo verso me stesso . Mi sentivo come se stessi per chiudere la porta de i MISTI e bussare a quella de i POVERI INCOMPRESI. Fortunatamente si era fatto tardi e non dovetti prolungarmi in altre spiegazioni , rimanendo sull’uscio delle tre porte , ebbi così modo di pensare a ciò che avevo detto tutta la giornata. Il grigio esiste ma non per me!, cosa voleva significare ? . Tornando a casa e aprendo la porta di camera mia ,tutto mi parve più chiaro, avevo iniziato quel progetto per realizzare qualcosa di bello ,ma non avevo mai fatto niente di concreto , mi sarebbe piaciuto ricoprire la camera con foto e quadri ,ma se un giorno avessi deciso che quel quadro non fosse più consono nella mia camera e l’avessi tolto ,sarebbe rimasto quel foro antiestetico nel muro, ma a che scopo lasciare la mia camera così? come ho detto prima sono dell’opinione che “entrare in camera di qualcuno voglia dire entrare nel suo mondo” , dunque quello era il mio mondo? un mondo pulito si, ma privo di ogni cosa , cominciai anche a sentire l’eco in camera mia tanto che questa mi sembrava vuota. Il giorno dopo tornai al corso ,era l’ultimo giorno , fui uno dei primi a sedermi e cominciammo a discutere su ciò che ci proponevano. Aspettai che l’incontro stesse per giungere al termine per chiedere gentilmente di poter dire qualcosa , non lo feci per un uscita trionfale e scenica ,ma perché quel giorno guardai con occhi diversi chi mi sedeva accanto, e desideravo che tutti avesser la possibilità di dire fino alla fine qualcosa .Forse mi ero sbagliato , forse I CERCATORI DELLE SACRE CONOSCENZE non erano altro studenti che non riuscivano a capire in cosa sbagliassero nello studio , I POVERI INCOMPRESI probabilmente restavano tali e comunque fuori luogo, ma forse avevano bisogno di questo , di dichiarare ad altri le loro problematiche personali per risolvere in qualche modo ciò che li tormentava , e I MISTI può darsi che si trovassero li per apprendere che a volte è necessario stabilire chi sei e ciò che vui. Il grigio esisteva , questo era il punto , perché non poteva esistere anche per me ? Non ero disposto a rischiare ,ecco perché non esisteva. Era molto più facile dividere tutto in bianco o nero , usare il grigio era un azzardo , era infatti l’unione di due colori , i due colori base. Mi ostinavo a comprare oggetti d’arredo bianchi per non sporcare quell’ambiente tanto incontaminato , senza rendermi conto che necessitava di esserlo , si , di essere contaminato da chi ci viveva , era indispensabile che ci mettessi i colori che amavo , che lo riempissi di libri , di candele profumate, di un letto con plaid e cuscini e tanto altro, solo così potevo iniziare qualcosa , avrei realizzato qualcosa di concreto ! sarei andato avanti con il grigio ! e se per caso sbagliavo qualcosa si può sempre ridipingere , se un giorno quel quadro non mi fosse più garbato lo avrei sostituito con un altro , o avrei restaurato quel foro con un po’ di gesso.Era tutto così semplice ,e tutt’oggi non riesco a spiegarmi perché mi sembrava tanto complicato , credo che per capirlo dovrei ritrovarmi in quei momenti , prima di quella scossa del grigio .

DISSI -“ci ho riflettuto il grigio esiste, e credo che esiste anche per me , solo che ci ho messo un po’ a capirlo”

Fu l’ultima cosa che dissi . Lavorando riuscii a conservare qualcosa per rifare camera , anche con l’aiuto di mia madre e mia zia . Volli usare il grigio, per non dimenticare ciò che rappresenta per me ,è diventato uno dei miei colori preferiti. Dovremmo tutti usare un po’ di grigio nelle nostre camere.

SEGUE LA TRASFORMAZIONE DI CAMERA MIA,anche se ancora da finire

PRIMA E INIZIO LAVORI

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LE IDEE PRENDONO FORMA

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COLORIAMO

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Rifiniamo e troviamo qualche idea

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QUASI FINITO , MANCANO SOLO DEI DETTAGLI , COME ” QUADRI” , UNO “SPECCHIO” E QUALCHE “FOTO ” MA PRESTO COMPLETERò TUTTO

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